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  Significato e portata dell’Aggregazione (visto 486 volte)
Una chiarificazione del significato teologico e della portata pratica del concetto di aggregazione di una congregazione a un Ordine religioso comporta che si evidenzino i diversi aspetti tematici importanti, che vi sono inclusi. Tale prospettiva fa capire la natura dell’impostazione e/o degli effetti che ne derivano sia all’Ordine aggregante che all’Istituto aggregato. In tal senso è utile esplicitare l’idea centrale di aggregazione e delle diverse componenti che lo caratterizzano. Questo fenomeno, sul piano tecnico è chiamata aggregazione, ed evidenzia, nella stessa parola usata, il modo di collegarsi di due istituti. Un altro termine talvolta usato è quello di affiliazione che però ha anche una particolare applicazione, quando si tratti di rapporti tra un Ordine religioso e una singola persona laica cui sono estesi alcuni privilegi e indulgenze . A tal fine occorre rendere conto in modo più dettagliato innanzi tutto degli aspetti generali, cui bisogna far seguire la trattazione delle modalità dinamiche della sua attuazione e infine degli aspetti conseguenziali. Infine si dovrà fare qualche accenno alle prospettive o ulteriori sviluppi che vi si possono cogliere. I. Aspetti generali Le norme per l’aggregazione di un istituto a un altro sono molti antichi e hanno accompagnato la storia della vita religiosa, specialmente a partire dal medioevo. In particolare si tratta di quegli istituti che rientrano nel contesto del Terzo Ordine rispetto alle grandi Famiglie religiose. Il complesso di tali procedimenti hanno avuto una maggiore attualità nel contesto della seconda metà del secolo scorso con la fondazione di molte congregazioni che s’ispiravano ai grandi Ordini del passato e che rientravano nel concetto, appunto di Terzo Ordine. In questo senso gli orientamenti principali sono stati riassunti nel rescritto del 18/11/1905, con cui la Sscra Congregazione dei Vescovi e dei Regolari ha messo ordine nella prassi e legislazione precedente . In tale sintesi sono raccolte le indicazioni che costituiscono gli elementi giuridici, di una relazione che però, sostanzialmente, rimane sul piano solo spirituale. L’aggregazione di una congregazione a uno dei grandi Ordini è intesa come una realtà che potenzia la natura carismatica del partner che è aggregato, sia che questa si risulti ancora nella fase di fondazione o di riconoscimento ecclesiale sia che si trovi già ben costituita nelle sue strutture fondamentali. È bene quindi parlare di questa procedura, notando i requisiti e gli ambiti di applicazione che riguardano la piattaforma globale di questa prassi, rilevandone anche le variazioni che a essa sono stati apportati con il Decreto dalla S. Congregazione dei Vescovi e Regolari, come allora si chiamava il dicastero proposto alla vita consacrata, già citato. 1. Requisiti Quanto ai requisiti, ovviamente, occorre fare riferimento ad atti e situazioni già preesistenti nei due partner. Tali aspetti sono parecchi e tra questi vanno considerati più rilevanti le affinità ideali (sintonia carismatica previa, volontà di continuare nella spiritualità, prospettiva di attuare un’uguale missione a vantaggio dei singoli membri o della chiesa) vissute dall’istituto richiedente. Anzi alcuni vanno valutati come conditio sine qua non, che quindi devono essere precedentemente tradotte in pratica per procedere all’aggregazione stessa . Un primo presupposto riguarda il fatto, che l’Istituto che chiede l’aggregazione, viva già tutti o alcuni dei tratti della spiritualità propria dell’Ordine al quale vuole essere aggregata. A questo spesso è collegato il fatto che la congregazione sia stata fondata da un membro dell’Ordine aggregante. Ovviamente può capitare che ambedue le condizioni si siano precedentemente verificati nell’esperienza dell’Istituto richiedente . Per natura sua l’aggregazione, infatti, è un fatto di natura giuridica, ma che abbraccia e comporta affinità spirituali e carismatiche tra i due partner. Pur essendo presenti tali tratti, tuttavia, non possono essere intesi come modalità coinvolte nella stessa operazione di aggregazione. Tali aspetti dell’aggregazione mantengono i suoi contenuti fondamentali e contribuiscono al significato globale in maniera diversificata. Quello che tuttavia prevale maggiormente è il significato giuridico, rimandando gli altri a presupposti, da una parte, o a effetti, dall’altra, ma senza arrivare a essere coinvolti nel fatto aggregativo specifico. Un altro aspetto che va evidenziato riguarda la natura e la denominazione della congregazione richiedente. Sebbene questa debba appartenere al Terz'Ordine, non si richiede che tale tratto faccia parte della stessa denominazione della Congregazione. È sufficiente che essa si collochi nell'alveo della spiritualità dell'Ordine aggregante e che abbia già in tale senso una legislazione e un modus vivendi del¬l'istituto aggregante . Lo stesso va detto a riguardo dell’abito. Tale riferimento può riguardare sia la forma che il colore. Superando l'antica prassi giuridica che richiedeva che i membri della congregazione aggregata avessero un abito che sostanzialmente fosse del colore e della forma di quello portato dai membri del Primo Ordine, la legislazione vigente non riproduce tale normativa . Per questo occorre evitare forme di commistione dei significati e implicazioni esistenziali, quasi che i due partner siano caratterizzati da forme di reciprocità paritetica. Questa rimane sempre asimmetrica, per la differente ricchezza esistenziale esistente tra i due istituti. Per questo l’operazione, in quanto tale, è regolata dal Codice di Diritto Canonico che peraltro si limita a puntualizzare la natura giuridica dei nuovi rapporti, determinando: l’autorità competente (Ministro Generale) che può attuare tale atto e indicando chiaramente l'autonomia canonica dell'istituto aggregato . L'aggregazione non comporta, infatti, da parte dell'Ordine alcuna giurisdizione sulla Congregazione che viene aggre¬gata, né questa, per tale fatto, si esime dal potere e dall'autorità del Vescovo locale. Pra¬ticamente, la Congregazione accetta di vi¬vere dello spirito dell'Ordine e questo s’impegna a dare un aiuto spirituale e, se occorre, l'assi¬stenza morale e il ministero pastorale, che siano adatti a favo¬rire una vita religiosa coerente con la fisionomia spirituale richiesta. Occorre quindi attenersi al significato e allo spirito del tempo, evitando impostazioni acritiche o attualistiche che inficiano le finalità dei richiedenti e quelle di coloro accettano la richiesta. 2. Gli ambiti La sostanza dell’aggregazione fa riferimento ai contenuti positivi della vita religiosa che sono collegati con tale atto. È ovvio, infatti, che esso sia richiesto per ottenere qualche vantaggio di natura spirituale. Nel nostro caso si tratta di vantaggi legati alla teologia della vita consacrata, ovviamente secondo il grado di sviluppo di questa, al momento della richiesta stessa. È bene cogliere tali vantaggi in modo distinto come modalità di rendersi conto della natura teologica e pratica dell’aggregazione, facendo un’esegesi rigorosa sul testo della Santa Sede . Un primo beneficio riguarda la caratterizzazione spirituale e carismatica dell’Istituto richiedente. In un certo senso l’atto di aggregazione conferma e consolida la dimensione spirituale e carismatica della vita francescana dell’istituto che vuole essere aggregato. Questo, seppure sia considerato un prerequisito, riceve dall’aggregazione un rafforzamento, in riferimento alla vita interna e nel contesto ecclesiale. Un secondo servizio, che l’aggregazione offre, riguarda una certa connessione con un nuovo senso della fraternità, del clima di famiglia, di comunione spirituale e di vita tra l’Ordine e l’istituto. Certo per alcuni aspetti si parla di reciprocità o pariteticità, ma per altri aspetti questa risulta asimmetrica. In ogni caso si ha una nuova configurazione dei rapporti, sebbene non si possa né si debba parlare d’incorporazione . Un ulteriore supporto fa riferimento alla partecipazione ai privilegi spirituali che il primo Ordine ha ricevuto dalla Santa sede, sia in maniera diretta, (per concessione dai Sommi Pontefici in varie occasioni della sua storia), sia quelli che ha ricevuto in maniera indiretta (tramite la condivisione con altri Ordini religiosi in base al principio della “partecipazione dei privilegi”), che nel passato era una pratica molto diffusa tra gli Ordini mendicanti . Non si deve sottacere un ulteriore beneficio che, nelle situazioni d’istituti ancora in processo di fondazione, l’aggregazione offre che consiste nel supporto della propria identità come istituto. In questo caso l’aggregazione stessa può essere considerata come un aiuto o sostegno ulteriore a tale fase evolutiva e al riconoscimento (o approvazione ecclesiale), sia a livello di chiesa locale che a livello di chiesa universale. Altro aspetto da sottolineare è quello relativo alla partecipazione alle indulgenze che il primo Ordine ha accumulato lungo la storia. Questo nel passato aveva molta importanza mentre oggi tale argomento soggiace a una nuova disciplina, perché è cambiata la concezione sia teologica che pratica circa le indulgenze. Oggi non è più ammessa tale “comunicazione”, avendo ogni famiglia religiosa il suo “elen¬co” di indulgenze, peraltro abbastanza limitato, a norma della costituzione apostolica Indulgentiarum doctrina Infine va rimarcata la possibilità di uso del calendario liturgico. L’Ordine religioso che concede l’aggregazione rende partecipe dei propri “diritti” liturgici e dell’uso di un suo calendario anche l’Istituto aggregato . La concessione era già presente nella bolla Religiosos Ordines di Pio VI (6.9.1785), ma successivamente tale facoltà di seguire il calendario fu estesa a tutti gli istituti aggregati a un dato Ordine . II. La richiesta delle suore Cappuccine L’aggregazione all’Ordine cappuccino delle suore Cappuccine del Sacro Cuore è stata attuata con il decreto del 1, dicembre 1915. Tale concessione è la conclusione di un iter già avviato parecchi mesi prima da p. Salvatore da Valledolmo. Egli peraltro, da una parte, si mantiene strettamente e costantemente in connessione con il carisma di mons. Francesco Maria Di Francia, di cui era stato collaboratore negli ultimi anni della sua vita, mentre, dall’altra, con un’interpretazione sbagliata, dopo, circa l’autonomia, sarà causa di grassi problemi che sfociano nel conflitto del 1928 . È bene comunque procedere con gradualità e spiegare bene sia le fasi preparatorie che quelle attuative di tutto l’itinerario percorso. Appare utile pertanto la presentazione dell’iter precedente alla concessione che si sviluppa, ribadendo logicità di tale scelta perché secondo lo spirito di Mons. Di Francia. 1. Le fasi preparatorie Un primo aspetto da evidenziare riguarda il fatto che già precedentemente, semplice sacerdote e, dopo, da vicario generale dell’Arcidiocesi di Messina Mons. Francesco M. Di Francia aveva sviluppato lo spirito francescano. In contesto sentendo che le sue forse venivano meno, aveva pregato il provinciale del tempo, P. Bonaventura da Troina, a inviargli un Padre come collaboratore. Il provinciale, infatti, ha dato una risposta positiva a tale richiesta, inviando p. Salvatore il 6 giugno 1913. Tale fatto rimane un evento provvidenziale, anche se si deve ammettere che P. Salvatore introduca nell’Istituto alcuni orientamenti e norme di tipo “religioso”, forse, con la fretta di un “neofita” . Un primo aspetto da evidenziare risulta quindi quello della vicinanza di Mons. e del suo Istituto con il francescanesimo. Tale aspetto appare giustificato dal fatto che il Di Francia possedeva nel suo animo realmente lo spirito francescano e apparteneva al Terzo Ordine Secolare, appunto, ancora prima di avviare il suo progetto a favore degli orfanelli e delle orfanelle. Lo stesso si deve dire di Madre Veronica Briguglio . Tale aspetto è rinforzato dal fatto che lo stesso Mons. aveva istituito una fraternità del Terz’Ordine, nella stessa casa di Roccalumera, di cui era lui stesso era il direttore. Si può fare riferimento inoltre allo sviluppo storico della denominazione dell’Istituto. Questo, partendo dalla denominazione di “Povere suore del Sacro Cuore di Gesù” passa a quella successiva di “Suore Cappuccine del Sacro Cuore”. Infine va detto che le suore già osservavano il re¬golamento compilato dal p. Salvatore, che frattanto aveva formulato per loro. Dopo la morte del fondatore emerge, in forma di estremo disagio per il nuovo Istituto, la prospettiva di dover tornare al ceppo di partenza e cioè alle Figlie del Divino Zelo. Questo avrebbe comportato l’esigenza di stroncare la nuova esperienza e ispirazione religiosa nascente. Date le circostanze, il Vescovo e il Provinciale dei cappuccini addivengono che p. Salvatore continui ad aiutare le suore se e come gli veniva richiesto. Egli pertanto cerca di darsi da fare in vario modo. Una prima iniziativa, che egli intraprende, è stata quella di far inviare dal p. provinciale una dichiarazione di affiliazione come quella che si usa nei confronti di benefattori insigni, al nascente Istituto. In questo senso, lo scritto di P. Bonaventura, in concreto elenca i vantaggi spirituali e anticipa, nel suo scritto, le componenti del decreto di aggregazione che, dopo, sarà concesso dal Generale. “Noi, fr. Domenico da Troina, Ministro provinciale, de' Frati Min. Cappuccini di S. Francesco della Prov. di Messina, salute e benedizione al pio Istituto delle suore, del SS. Cuore di Gesù di Roccalumera. Per la facoltà concessa all'Ufficio nostro dalla fel. mem. di PP. Urbano V, in virtù della presente, le riceviamo per figlie spi¬rituali della nostra religione e le facciamo partecipi di tutte le Mes¬se, Orazioni, Digiuni, Mortificazioni, Vigilie, Discipline, Osservan¬ze regolari, Penitenze, Rassegnazioni, Esercizi spirituali, Opere pie, e di tutti gli altri beni, che per grazia di Dio da’ Frati nostri si fanno. Resta solo che esse se ne rendano degne con l'esatta osser-vanza de’ Divini precetti, col vivo affetto e protezione singolare al¬l'Abito nostro ché, allora partecipando degl'accennati beni, potranno dire col Profeta: particeps ego sum omnium timentium te et custodientium mandata tua. In fede di che abbiamo fatto la presente, sottoscritta di nostra propria mano e sigillata col sigillo mag.re del nostro Ufficio. Dato nel nostro Convento di Messina. 8 Maggio 1914. Ft. Fr. Domenico da Troina, Min. Prov.le C.”. Va affermato, comunque, che anche p. Salvatore coglie la precarietà di tale atto e suggerisce alle suore un altro passo in avanti, per dare maggiore consistenza ai rapporti tra cappuccini e Suore di Roccalumera. In questo senso egli pensa a un atto di aggregazione, che allora era una prassi ripresa anche in seguito alla nuova concessione che la Sacra congregazione aveva accordato al Ministro Generale dei Cappuccini. Egli propone quindi alle suore che chiedano al Vescovo della Diocesi di Messina di presentare formale richiesta, al Ministro Generale dei Cappuccini. La prassi richiedeva che tale richiesta non solo fosse formale, ma che fosse avviata in modo gerarchico. Per questo p. Salvatore proponeva che la cosa fosse attuata come richiesta dal Vescovo, presentata tramite il provinciale cappuccino di Messina. Ecco come si presenta il testo della richiesta al Vescovo. “Eccellenza Reverendissima, fin da quando cominciò a formarsi la nostra pia comunità del compianto mons. Francesco M. di Francia, è cresciuto con noi il desiderio di far parte effettiva della Famiglia del Serafico Padre S. Francesco. Per conseguire questa grazia abbiamo innalzato a Dio calde e frequenti preghiere. Ora ci rivolgiamo allo zelo dell'Ecc. Rev.ma, perché voglia degnarsi di farci avere questo grande favore dell'aggregazione canonica al benemerito Ordine Serafico dei Cap¬puccini nella nostra provincia di Messina, professando noi, oltre ai voti semplici, la Regola del Terz'Ordine di S. Francesco approvata dai Sommi Pontefici, senza lasciare però la nostra solita preghiera quotidiana, per ottenere i buoni Operai alla Santa Chiesa. Da parte nostra non vediamo altro mezzo per assicurare mo¬ralmente la vita del nostro povero istituto, che metterci sotto la paterna premura del Serafico S. Francesco e dei legittimi rappre¬sentanti di esso Serafico Padre. Fiduciose della grazia, genuflesse, imploriamo la Sua Pastora¬le Benedizione. Roccalumera, festa del S. Cuore di Gesù 1915. Umilissime figlie in G. Cristo” . Seguono le firme di Madre Veronica Briguglio e delle dodici suore della comunità di Roccalumera. La risposta positiva alla richiesta avrebbe potuto costituire una certezza di sopravvivenza, la protezione dell’Ordine , la possibilità di assistenza spirituale, prospettiva di cappellani. La domanda pertanto evidenzia il desiderio delle suore di entrare a far parte della Famiglia francescana, che avevano fatto la professione dei voti semplici, che già osservavano la regola del Terz’Ordine Francescano, con l’aggiunta delle finalità del “Rogate”. Con tale atto, p. Salvatore e le suore avevano coscienza di assicurare al proprio istituto, la necessaria protezione dell’Ordine Cappuccino. Vedendo, però, che la risposta tardava, p. Salvatore suggerisce alle suore di insistere, sollecitando in modo orale sulla richiesta. Chiesero udienza e premettero perché la domanda fosse accettata. La cosa ebbe esito positivo. Frattanto p. Salvatore organizzò una visita del P. Provinciale alla casa di Roccalumera e la relativa benedizione delle suore, secondo il rituale francescano. Altra iniziativa ha riguardato il cambiamento dell’abito, per cui il modestino divenne bianco e intero, mentre la cinta fu sostituita con il cordone bianco. Anche la vestizione di una suora (e il suo nuovo nome sr. Francesca Maria), sembrano che fungano come un atto di captatio benevolentiae. 2. Concessione dell’aggregazione Dopo il consenso del Vescovo, il provinciale p. Domenico, invia tutti i documenti necessari alla curia generale di Roma. Il 1° dicembre 1915 il p. Ministro Generale dei Cappuccini fir¬mò il decreto per la aggregazione giuridica all’Ordine Cappuccino delle fi¬glie di don Francesco Maria Di Francia. Questo è il testo della concessione: “Poiché è nostro dovere provvedere alla salute delle anime e al progresso della pietà e della religione serafica, raccogliendo volentieri le suppliche che recentemente ci avete presentate, in virtù delle facoltà concesseci dalla Sacra Congregazione dei Vescovi e Regolari con rescritto del 18 novembre 1905, aggreghiamo, e ad ogni effetto intendiamo aggregata la vostra religiosa Congregazione con tutti i membri presenti e futuri, ovunque si trovino, al nostro Primo e Secondo Ordine, allo scopo di rendervi partecipi, secondo il tenore del Decreto della Sacra Congregazione delle Indulgenze del 28 agosto 1903, di tutte e singole le indulgenze che i romani Pontefici hanno direttamente concesso al nostro Primo e Secondo Ordine, in modo che le vostre Chiese ed Oratori pubblici ed an¬che i vostri Oratori semipubblici, secondo il Decreto della predetta Congregazione in data 22 marzo 1905, godano delle stesse Indul¬genze delle Chiese del Primo e Secondo Ordine. Inoltre, venendo incontro ai vostri desideri, in virtù delle fa¬coltà apostoliche a noi concesse dalla sopraddetta Congregazione dei Vescovi e Regolari mediante rescritto, diamo con voi inizio al¬la vicendevole comunicazione di tutte le buone opere che si com¬piono nel nostro Primo Ordine e nella vostra pia Congregazione. Roma, dalla nostra Curia Generale, 1 dicembre 1915. Ft. Fr. Venanzio da Lisle-en-Rigault” . Sulla base di questo scritto, possono enuclearsi tutti gli elementi importanti dell’aggregazione. È importante quindi attuare una valida esegesi del testo della concessione per evidenziare meglio le componenti nella loro applicazione concreta rispetto, completando quanto già detto a riguardo degli ambiti della concessione. Una prima osservazione riguarda l’ampiezza della concessione, tanto che p. Stanislao Rigano, afferma che “il decreto non poteva essere più generoso per l’umile congregazione di Mons Francesco M. Di Francia”, mentre dopo aggiunge che si tratta “di un autentico dono”. Padre Venanzio da Lisle-en-Rigault ministro generale dell’Ordine Cappuccino, con¬cede i tesori dei privilegi e delle indulgenze dei quali sono ricchi i padri cappuccini, senza nulla ricevere dall'istituto di Roccalumera, che, privo ancora di riconoscimento giuridico, anche in sede diocesana, non ha in effetti alcunché da donare. Più in particolare, va fatto riferimento anche ai destinatari del rescritto che, nello stesso decreto e chiamato: “Istituto delle Povere Suore del SS. Cuo¬re di Gesù”. Tale denominazione approssimativa, in seguito alla concessione, sarà cambiata in “Pia Congregazione delle Suore Cappuccine del Terz'Ordine di S. Francesco d'Assisi”. Ci si do¬vette accorgere presto, però, che tale denominazione non si addi¬ceva perfettamente all'istituzione del Di Francia e quindi, non senza l'intervento della stessa cofondatrice, poco dopo fu mo¬dificata, con più aderenza al suo spirito, in “Congregazione delle Suore Terziarie Cappuccine del S. Cuore”. In ogni caso, nonostante tal estensione, l’aggregazione non potrà mai essere considerato come sinonimo di “incorporazione” . La concessione, infatti, sia nella procedura che nella sostanza, non può scalfire l’autonomia giuridica dell’istituto aggregato . Va affermato comunque che la concessione non si limita a prevedere semplicemente uno scambio di preghiere e di opere buone tra l'istituto aggregante e quello aggregato; ma v’include anche lo scambio di privilegi, ai meriti delle opere buone (nella loro grande gamma, come li enumera P. Bonaventura da Troina, abbracciando anche le indulgenze (anche se a tale riguardo oggi la situazione è cambiata) e infine, l’uso del calendario serafico, come sopra indicato. Tutto questo avendo come fine ultimo dell’atto di aggregazione, la salute delle anime e al progresso della pietà e della religione serafica, ma sempre tenendo conto che il piano in cui si verifica ogni aggregazione. Per questo il decreto conclude con l’espressione: “in modo che le vostre Chiese ed Oratori pubblici ed an¬che i vostri Oratori semipubblici, secondo il Decreto della predetta Congregazione in data 22 marzo 1905, godano delle stesse Indul¬genze delle Chiese del Primo e Secondo Ordine”, anche se per questo aspetto la piccola congregazione del Di Francia, non può reggere al confronto con l'ordine dei cap-puccini. III. Conclusioni Per concludere possiamo affermare che, dal punto di vista giuridico, l’aggregazione non comportava che le congregazioni di Terziarie dovessero: a) portare lo stesso abito o che questo fosse dello stesso colore di quello del primo ordine; b) dipendere già da un'altra famiglia francescana. Nello stesso tempo però era loro richiesto che: c) osservassero la Regola del TOR approvata da Leone XIII, anche non dovevano riportare nella loro denominazione tale titolo . Nel complesso pertanto ne deriva un certo paradosso che l’aggregazione è e rimane un fatto giuridico, come connessione tra due realtà, che però sono portatrici di valori teologici e spirituali. Essa quindi non può arrivare arriva a sopprimere le identità di ciascuno dei due partner, che rimangono, giuridicamente autosostenentisi, pur instaurando dei particolari legami. Questi però, come già detto, non incidono sulla rispettiva identità e autonomia. L’aggregazione quindi presuppone un’affinità carismatica o spirituale tra i due istituti, e, se questa non dovesse essere presente, la ingenera. Normalmente, come già detto, si tratta di aggregazione tra un Ordine (che viene denominato) “primo Ordine” e i suoi relativi istituti di Terziari, i quali, in questo modo, rafforzano la loro consistenza spirituale e fisionomia istituzionale e, trovandosi in fase fondazionale, consolidano la loro identità carismatica, e sono come raccomandate per il riconoscimento ecclesiale. Tuttavia, l'istituto aggregato, conservando la sua totale autonomia, deve escludere qualsiasi dipendenza o sottomissione giuridica nei confronti dell'istituto aggregante, ma deve riconoscere l’autorità del Vescovo locale, secondo le prescrizioni presenti nel Codice di Diritto Canonico e la teologia della vita religiosa. IV. Bibliografia specifica Analecta Ordinis OFMCap. Conceditur Ministro Generali …, 22 (1906) pp. 3-4. Fanfani L., Il diritto delle religiose, Rovigo 1950 3, n. 12, p. 14. Francesca Maria di Gesù Cronaca in “Archivio Generale Suore” (AGS) Lexicon Cappuccinum, Roma, 1951 voci: affiliatio col. 18; T. Ordo Regularis, coll. 1675-8. Mariano da Alatri, in DIP, Voce: Aggregazione, coll. 150-151. Rigano S. L’ideale non muore, Romitello, libreria Romitelliana, senza data, Saccà, Luci e ombre di un Istituto carismatico, in ACS Scarcella G., Osservazioni circa l’aggregazione all’Ordine Cappuccino. A. G. S, Tabera A. - De Antoñana G. M. - Escudero G., Derecho de los religiosos, Madrid 1962, n. 29, p. 42-3. Indice Significato e portata dell’Aggregazione 1 I. Aspetti generali 1 1. Requisiti 2 2. Gli ambiti 3 II. La richiesta delle suore Cappuccine 4 1. Le fasi preparatorie 5 2. Concessione dell’aggregazione 7 III. Conclusioni 9 IV. Bibliografia specifica 10 Appendice Elenco delle congregazioni aggregate all’Ordine Sede della casa generalizia Nome della congregazione (maschili) Data aggregazione 1) Badajoz (Spagna) Francescani di Villagarcía 17. 8.1906 2) Bergen op Zoom (Olanda) Fratelli dell'Immacolata Concezione della B. V. Maria Madre di Dio 27. 4.1956 3) Boekel (Olanda) Fratelli Penitenti del S. Padre Francesco 2. 4.1905 Rinnovata: 6. 4.1906 4) Frauenbriinnl (Germania) Eremiti del Terz'ordine regolare di S. Francesco 4.10.1963 5) Mount Bellew (Irlanda) Fratelli Terziari Regolari 8. 7.1926 6) Palermo (Italia) Servi dei Poveri 11. 5.1956 7) Roma Cappuccini dell'Addolorata 19. 6.1905 8) Varsavia (Polonia) Doloristi 29. 1.1924 9) Varsavia (Polonia) Servi di Maria Immacolata 30. 1.1911 Sede della casa generalizia Nome della congregazione (femminili) Data aggregazione 10) Ajmer (India) Ancelle del Signore 19.10.1962 11) Ajmer (India) Missionarie di Ajmer 14. 6.1955 12) Angers (Francia) Francescane del S. Cuore di Saint-Quentin 27. 2.1930 13) Angers (Francia) Francescane di S. Maria degli Angeli 13. 2.1923 14) Angers (Francia) Piccole Suore di S. Francesco d'Assisi 25. 4:1934 15) Assisi (Italia) Francescane Missionarie di Maria Ausiliatrice (già Cap- puccine di Cartagena, Colombia) 26. 6.1905 16) Asten (Olanda) Francescane Missionarie di S. Antonio di Padova 3. 2.1927 17) Baldegg (Svizzera) Suore della Divina Provvidenza 7. 4.1906 18) Barcellona (Spagna) Cappuccine della Madre del Divin Pastore 22.11.1905 19) Blois (Francia) Francescane Ancelle di Maria 28. 6.1926 20) Boissise-le-Roi (Belgio) Oranti di Maria Mediatrice 27.12.1928 21) Bourg-de-Péage (Francia) Figlie del S. Cuore di Gesú 11. 6.1919 22) Caltanissetta (Italia) Francescane del Signore 28. 3.1909 23) Campinas (Brasile) Francescane del Cuore di Maria 25. 8.1921 24) Champfleur (Francia) Francescane dell'Immacolata Concezione 19.11.1865 Rinnovata: 24. 2.1917 25) Changanacherry (India) Clarisse Francescane Malabaresi 4.12.1956 26) Charbonnière (Francia) Piccole Suore Francescane di N. Signora di Lenne 5. 8.1960 27) Cinisi (Italia) Cappuccine dell'Immacolata di Lourdes 8.12.1909 28) Cracovia (Polonia) Albertine 6. 5.1927 29) Czestochowa (Polonia) Piccole Suore del Cuore Immacolato di Maria 5. 7.1923 30) Desvres (Francia) Francescane Missionarie di N. Signora (dette preceden- temente: Francescane di Calais) 26.10.1852 Rinnovata: 1907 31) Doué-la-Fontaine (Francia) Suore di S. Francesco d'Assisi 28. 6.1926 32) Dundalk (Irlanda) Francescane Missionarie per l'Africa 17. 2.1954 33) Fiesole (Italia) Missionarie Francescane del Verbo Incarnato 23. 2.1946 34) Fortaleza (Brasile) Missionarie Cappuccine di S. Francesco d'Assisi 2.11.1908 35) Genova (Italia) Cappuccine di Loano (ora Cappuccine di Madre Rubatto) 10. 6.1909 36) Grèzes (Francia) Francescane di N. Signora del Calvario 26.11.1919 37) Herne (Belgio) Francescane di Herne 3.12.1915 38) Ingenbohl (Svizzera) Suore di Carità della S. Croce 21.11.1905 39) Jall-Eddib (Libano) Francescane della Croce del Libano 31. 7.1946 40) Jeppu (India) Orsoline del Terz'ordine di S. Francesco d'Assisi 16. 8.1955 41) Koorkenchery (India) Suore di Carità di San Francesco d'Assisi 7.11.1966 42) Kothamangalam (India) Clarisse Francescane Malabaresi 4.12.1956 43) Kronburg (Austria) Suore del Terz'ordine di S. Francesco (Francescane di Kronburg) 23.12.1905 44) La Devèze (Francia) Francescane di N. Signora della Compassione 16. 4.1923 45) Lahore (India) Francescane di Lahore (già Francescane di Mariabad) 19.10.1923 46) Le Puy (Francia) 47) Lione (Francia) 48) Lione (Francia) Suore di S. Francesco d'Assisi di Montfaucon Piccole Suore di Gesti del Terz'ordine di S. Francesco Suore di S. Elisabetta 3. 2.1926 22. 2.1923 28. 2.1925 49) Lons-le-Saunier (Francia) Francescane dell'Immacolata Concezione 20.10.1926 50) Lublino (Polonia) Famiglia di Betania 10. 9.1959 51) Madrid (Spagna) Missionarie Francescane del Suburbio 19.11.1960 52) Madrid (Spagna) Ancelle della SS. Eucarestia e della Madre di Dio 22. 1.1951 53) Maggio di Ozzano (Italia) Francescane Adoratrici 26.10.1942 54) Mercedes (Argentina) Suore di S. Antonio di Padova 3. 5.1955 55) Milwaukee (U.S.A.) Scolastiche di S. Francesco 6. 3.1907 56) Monaco (Germania) Suore della Beata Crescenzia 13. 1.1920 57) Mondoví (Italia) Deninotte (Francescane di Mondoví) 19.11.1912 58) Montevideo (Uruguay) Suore di N. Signora del Perpetuo Soccorso 10. 7.1945 59) Montpellier (Francia) Francescane di Montpellier 10. 9.1920 60) Nantes (Francia) Francescane Oblate del S. Cuore 17. 6.1898 Rinnovata: 24. 7.1934 61) Nowe Miasto (Polonia) Ausiliatrici delle Anime Purganti 22. 6.1958 62) Nowe Miasto (Polonia) Figlie del Cuore Purissimo di Maria 5. 3.1906 63) Nowe Miasto (Polonia) Figlie di Maria Immacolata - Immacolatine 15. 1.1959 64) Okinawa (Ryuyu Islands) Suore Francescane del Cuore Immacolato di Maria 30.12.1958 65) Palai (India) Clarisse Francescane Malabaresi di Palai 4.12.1956 66) Piasecznie (Polonia) Ancelle della Madre del Buon Pastore 7. 2.1925 67) Pietradefusi (Italia) Francescane Immacolatine 2. 4.1947 68) Pisa Francescane Ospitaliere 23. 4.1913 69) Ponta Grossa (Brasile) Ancelle della Beata Vergine Annunziata (precedente- mente in Ungheria) 27. 5.1922 70) Port-Condrieu (Francia) Francescane di N. Signora degli Angeli 30. 5.1927 71) Québec (Canada) Suore di S. Francesco d'Assisi 30. 5.1925 72) Recife (Brasile) Francescane di Nostra Signora del Buon Consiglio 29.11.1907 73) Reggio Calabria (Italia) Suore di Nostra Signora di Fatima (Suore della Ma- donna di Fatima) 8. 9.1964 74) Rimini (Italia) Francescane Missionarie di Cristo Re 18.10.1906 75) Ringwood (U.S.A.) Cappuccine di Gesti Bambino 27. 5.1936 76) Roma Ancelle Francescane del Buon Pastore 15.11.1955 77) Roma Cappuccine del S. Cuore 1.12.1915 78) Roma Cappuccine della Sacra Famiglia 15. 9.1905 79) Roma Feliciane 6.11.1905 Rinnovata: 9. 4.1906 80) Roma Francescane della B. Angelina 8.10.1923 81) Roma Francescane di Maria Immacolata (già Cappuccine di Túquerres, Colombia) 17.11.1906 82) Roma Infermiere dell'Addolorata (del Terz'ordine di S. Fran- cesco) 16. 7.1942 83) Rorschach (Svizzera) Suore Insegnanti della S. Croce 10.11.1907 84) S. Arcangelo di Romagna Figlie' dell'Immacolata Concezione 5.10.1907 85) Scy-Chazelles (Francia) Ancelle del Cuore di Gesti 25. 6.1910 86) Shertally (India) Suore Assisiane di Maria Immacolata 3.11.1956 87) Solothurn (Svizzera) Assistenti dell'Opera Serafica di Carità 22. 2.1946 88) Susa (Italia) Terziarie di S. Francesco d'Assisi 9. 3.1906 89) Tarnów (Polonia) Suore di S. Giuseppe del Terz'ordine di S. Francesco d'Assisi di Leopoli 25. 3.1922 90) Tolosa (Francia) Francescane del SS. Salvatore 10.12.1927 91) Troyes (Francia) Francescane del SS. Sacramento 11. 2.1940 92) Varsavia (Polonia) Ancelle di Gesti 18. 4.1906 Rinnovata: 1.10.1950 93) Varsavia (Polonia) Ancelle del S. Cuore di Gesti 4.10.1910 94) Varsavia (Polonia) Francescane degli Afflitti 1909 95) Varsavia (Polonia) Suore del S. Nome di Gesti 9. 6.1920 96) Veghel (Olanda) Francescane dell'Immacolata Concezione della Madre di Dio 4.10.1910 97) Victoria (Isole Seicelle) Suore di S. Elisabetta 20. 1.1948 N.B. - In questo elenco sono stati omessi i monasteri svizzeri di: Notkersegg (aggregato all'OFMCap nel 1907), Altstàtten (aggr. 9.1.1907), Wattwil (aggr. 9.1.1907), Wonnenstein (aggr. 27.10.1918), Gonten-Appenzell (aggr. 6.12.1918), Gubel (aggr. 24.9.1919) che nel LexCap vengono presentati nell'elenco delle congregazioni religiose. Essi sono abitati dalle Cappuccine del Terz'ordine regolare di s. Francesco della riforma di Pfanneregg. Il monastero di Gubel, per decreto della S. C. per i Religiosi del 4.10.1958, fa parte della Federazione di S. Chiara, che unisce 15 monasteri svizzeri. Le suore del SS. Sacramento di Leopoli (Polonia), aggregate il 24.12.1905, e presentate nel LexCap come una congregazione, sono in realtà un monastero. In questo elenco, inoltre, non sono state indicate le se¬guenti congregazioni, che pur figurano nel LexCap (col. 1675-8), perché non sono state identificate: le Povere Figlie di Santa Chiara, di Torino, aggr. il 7.4.1906 (forse l'attuale monastero di S. Chiara); le Dame adoratrici, di Milano, aggr. il 22.1.1911; le Figlie della Chiesa e di San Francesco d'Assisi, di Città del Messico, aggr. il 26.6.1946. Congregazioni aggregate fino al 1970 Anni 1880 1900 1910 1920 1930 1940 1950 1960 Femminili 91 24, 30, 60, 98^, 16, 18, 19, 22, 27, 30*, 34, 35, 38, 43, 55, 62, 68, 72, 74, 78, 79, 79*, 81, 83, 84, 88, 92, 94, 99^ 21.,23,24*, 36, 37, 57, 77, 93, 96, 13, 14, 17, 20, 19, 28, 29, 31, 44, 45, 46, 47, 48, 49, 56, 59, 66, 69, 70, 71, 80, 85, 89, 90, 12, 15, 60*, 75, 95, 33, 39, 53, 58, 67, 82, 87. 91, 97, 100^ 11, 25, 32, 40, 42, 50, 52, 54, 61, 63, 64, 65, 76, 86, 92*, 10, 26, 41, 61, 72, totale 4 25 9 24 5 10 15 5 Maschili 9 1, 4, 7, 9, 5, 8, 2, 6, 3, totale 3 1 2 2 1 * rinnovata (totale 5: nn. 30, 79; 24; 60; 92) ^ dubbi (totale 3 nn. 98-100) 7 Si tratta di monasteri (riportate in Lexicon) = non registrate N. 77: Istituto delle Suore Cappuccine del Sacro Cuore Ogni congregazione è richiamata con il suo numero dell’elenco di P. Mariano d’Alatri. Egli ha dato un numero secondo l’ordine alfabetico della città o luogo dove si trova la casa generalizia. Inoltre riportiamo in grafico l’andamento degli Istituti femminili dal 1880 al 1970.
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